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  • Rinuncia e ricordanza: l’invenzione della vita in vida de Leopardi di Agostinho da Silva
    Publication . Masini, Manuele
    Per la comprensione della lettura che lo scrittore, pedagogo e filosofo portoghese Agostinho da Silva (1906-1994) ci offre della “vita” di Leopardi, in quella che è con tutta probabilità la prima biografia scritta in portoghese del poeta italiano, e che costituisce una delle più originali letture “biografiche” leopardiane mai scritte, è necessario, specialmente se pensiamo in funzione di un pubblico italiano, e se, più in generale, teniamo presente la conoscenza troppo superficiale che si ha di Agostinho da Silva anche in Portogallo (fuori da alcuni specifici circuiti), è necessario, dicevamo, procedere con alcune precisazioni sulla sua figura e sull’inquadramento del genere “biografico” nell’ambito di tutta la sua opera. L’attività teorica e pragmatica di Agostinho da Silva comincia fin dagli anni giovanili, quelli dell’Università di Porto (un progetto di Università creata dal basso e spazzata via dal regime salazarista già nel 1928), e passa, già a Lisbona, dalle attività pedagogiche di carattere popolare e di base, dall’insegnamento liceale, dall’attività politico-culturale svolta nell’ambito della rivista Seara Nova (organo all’interno del quale avvia una serie di attività di divulgazione che includono la redazione delle sue famose “biografie”), fino a restringersi, negli anni del confino, all’insegnamento privato, subdolamente imposto dal regime in seguito alle sue presunte attività sovversive, e al suo rifiuto di firmare la cos detta legge Cabral.